Girò il cavallo…

Girò il cavallo...

Cavalcando verso sud lungo la strada sentiva l’odore del bestiame che pascolava al buio nei campi, oltre la cunetta e lo steccato. Quando attraversò Cloverdale stava appena cominciando a far chiaro. Svoltò sulla strada di Cloverdale Creek e proseguì. Alle sue spalle, sul San Luis Pass, stava sorgendo il sole e un’ombra nuova gli cavalcava davanti, lunga e sottile. Due ore più tardi, quando abbandonò la strada e attraversò il pascolo per ritornare al bivacco dei vaqueros, la lupa si alzò. Il cavallo si fermò, prese ad arretrare e a scalpitare. Lui lo trattenne, lo accarezzò, gli parlò e intanto guardava la lupa. Il cuore gli batteva fortissimo in petto, come se volesse uscir fuori. La zampa anteriore destra era presa nella trappola. Il gancio si era impigliato in un cactus a meno di trenta metri dal focolare e lei era rimasta bloccata. Il ragazzo accarezzò il cavallo, gli parlò, si chinò, slegò la cinghia del fodero, estrasse il fucile, smontò e lasciò penzolare le redini. La lupa si rannicchiò leggermente, quasi per nascondersi. Poi si rialzò e guardò prima lui e poi le montagne. Quando il ragazzo si avvicinò, digrignò i denti, ma senza ringhiare e senza posare gli occhi gialli su di lui. Dalla ferita insanguinata spuntava l’osso bianco, tra le ganasce della trappola. Sotto il pelo sottile del ventre si intravvedevano le mammelle. Teneva la coda bassa. Cercò di divincolarsi e poi rimase immobile. Le girò intorno. Lei si voltò e indietreggiò. Il sole era ormai alto e alla luce il pelo aveva un colore grigio spento con punte più chiare sul collo e una striscia nera sul dorso; si voltò, si allontanò fin dove la catena glielo consentiva, con i fianchi che si allargavano a ogni respiro. Lui si accovacciò a terra e piantò il fucile davanti a sé tenendolo per l’impugnatura; rimase accovacciato a lungo. Non era assolutamente preparato a quella scena. Tra l’altro non aveva neppure pensato alla possibilità di correre al ranch a chiamare il padre prima che arrivassero i vaqueros, ammesso che arrivassero. Cercò di ricordarsi che cosa gli aveva detto di fare il padre. Se la lupa avesse avuto la zampa rotta o presa nella trappola. Calcolò l’altezza del sole sull’orizzonte e guardò verso la strada. Quando tornò a posare gli occhi sulla lupa, lei si era accucciata, ma sentendosi osservata si rialzò. Il cavallo agitò la testa e il morso tintinnò, ma lei non ci fece caso. Lui si alzò e rimise il fucile nel fodero; prese le redini, montò, girò il cavallo e si diresse verso la strada. A metà si fermò e si voltò a guardare. La lupa lo osservava come prima. Rimase a lungo fermo in sella. Il sole caldo sulla schiena. Il mondo in attesa. Ritornò verso la lupa. (Cormac McCarthy – Oltre il confine)

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