Qui al cospetto del mare

Qui al cospetto del mare

Deluso, abbattuto, con lo sguardo chino a terra,
Col cuore oppresso, perché ho osato aprir bocca,
Consapevole adesso che tra tanto chiacchiericcio, i cui echi ricadono su di me, non ho mai avuto idea di quel che io sia e chi io sia,
E che di fronte a tutti i miei superbi canti il mio vero Io (real Me) è ancora lì, ancora intatto, non espresso, del tutto inattinto,
E lontano, appartato, si beffa di me con segni e beffardi saluti di congratulazioni,
E con scrosci di risate lontane e ironiche per ogni parola che ho scritta,
In silenzio con la mano accenna a questi canti e poi alla sabbia che mi sta sotto,
Comprendo che io non ho mai realmente compreso nulla, non una sola cosa, e che nessuno può,
La natura qui, al cospetto del mare, sopraffacendomi mi saetta e punge,
Perché ho osato aprire la mia bocca per cantare tutto. (Walt Whitman – Relitti marini)

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