L’ammirazione prima di essere estetica è religiosa

L'ammirazione prima di essere estetica è religiosa

Nell’ambito complessivo della vita il primato definitivo deve averlo non l’agire bensì l’essere. In fondo esso non riguarda l’agire, bensì il divenire: non ciò che si fa, bensì ciò che è e si svolge costituisce il valore supremo. Non nel tempo, ma nell’eternità, nell’eterno presente stanno le radici e si trova il compimento di ogni cosa. Il valore definitivo non sta nella concezione morale, ma nella concezione metafisica, non nel giudizio di valore, ma in quello di essenza, non nello sforzo, ma nella adorazione
Questa cosa qua l’ha scritta Romano Guardini, per chi lo conosce nulla di che stupirsi. Ma io non l’ho letta in Romano Guardini bensì in Cesare Pavese che la riscrive tale e quale in data 30 marzo 1944 nel suo diario Il mestiere di vivere
Poco tempo prima il 15 febbraio dello stesso anno Pavese aveva annotato sul suo diario: l’ammirazione prima di essere estetica è religiosa

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