La Valle Subequana

Stretta tra il massiccio del Sirente-Velino e la piana di Navelli scorre il tratto basso del fiume Aterno via utilizzata per il commercio del sale tra Tirreno e Adriatico al tempo dei romani. Qui non si può tracciare un vero e proprio itinerario poiché le cose belle da vedere obbligano a continue discese nella valle del fiume e risalite sull’altro versante su strade strette fatte di tornanti e spesso mal messe perché poco frequentate. Così me ne vado un po a zonzo. Dopo essere uscito a Tornimparte per evitare l’Aquila ne costeggio il lato sud della conca. A Villagrande, frazione di Tornimparte mi fermo per visitare la chiesa di San Panfilo (sec XI) miracolosamente scampata al terremoto. Purtroppo l’edificio e chiuso (cosa che si ripeterà sempre in questo mio girogirello) e faccio qualche foto all’esterno.
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Recuperata la SS17 all’altezza di San Gregorio prendo la ss261 che costeggia la ferrovia Sulmona-L’Aquila-Rieti-Terni e il fiume Aterno. Breve sosta davanti alla Chiesa di San Demetrio ne’ Vestini per due foto
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poi continuo fino a Fontecchio dove salgo al ristorante Il Sirente collocato all’interno di un vecchio monastero francescano.
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Ahimè io non appartengo ai motopanza e per quanto sia l’ora di pranzo decido di saltarlo. Il tempo volge a brutto e voglio riuscire a percorrere tutto il corso dell’Aterno fino al suo sfociare nel Pescara. Prossima tappa Santa Maria del Ponte con il suo borgo medioevale fortificato. I segni del terremoto sono evidenti.
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Mi fermo per delle foto alla Collegiata eretta nel XII secolo e poi ingrandita. Lavori di restauro si sono interrotti e tutto giace nell’abbandono.
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Da qui scendo verso l’Aterno lo attraverso e risalgo sull’altro versante verso Tione degli Abruzzo dominato dalla torre che faceva parte di un sistema di avvistamento/controllo insieme a quella di Goriano Valli (mia prossima meta, sconosciuta al garmin – fantastico ) e di Beffi.
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Giungo a Goriano Valli che mi accoglie con il suo laghetto posto all’ingresso dell’abitato.
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Questa frazione è nota per essere il paese senza chiese poiché tutte dichiarate inagibili dopo il terremoto, salgo con la moto fino al piazzale della Chiesa di San Giusta per delle foto,
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poi torno indietro verso il cimitero con al suo fianco il Convento di San Giorgio degli Osservanti…
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Anche qui tutto chiuso! In lontananza scorgo la forma cilindrica della torre di Goriano, ma è irraggiungibile in moto bisogna farsela a piedi e non ho il tempo. Potrei proseguire verso Secinaro, ma ridiscendo la vallata per risalire verso Beffi dove posso visitare la chiesa di San Michele Arcangelo e il piccolo borgo medievale con la sua torre triangolare posta proprio sul versante opposto a quello di Goriano.
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Da qui si potrebbe scendere a valle dove è collocato un ponte di epoca romana, ma la stradaha pendenze da brivido in sanpietrini e con l’erba alta che ne ha invaso quasi tutta la carreggiata. Obbligo andare a piedi. Magnifico il colpo d’occhio con il Sirente che chiude l’orizzonte. Il tempo è peggiorato notevolmente odo tuoni e vedo nubi nere e minacciose che da l’Aquila ridiscendono lungo la valle. Meglio filare 
Attraverso Acciano arrivo a Molina Aterno breve sosta alla stazione ferroviaria per una foto all’imbocco delle Gole di San Venanzio (sembra un paesaggio alpino!)
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e poi via verso la Tiburtina. Brutta sorpresa. La statale è ancora chiusa a seguito di frane pertanto sono costretto a percorrerla in direzione Roma attraversando Castelvecchio Subequo e Castel di Ieri (piccoli paesi che meriterebbero una sosta). Poi giro per Goriano Sicoli e lungo la strada mi fermo per una foto ai resti del tempio italico del VII secolo a.C. luogo di culto dei Peligni superequani.
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Attraversata Goriano-Sicoli procedo verso la valle Peligna e Raiano. La strada si ricongiunge alla SS5 allo sbocco delle Gole di San Venanzio. Vorrei andare a visitare l’Eremo omonimo, ma una colonna d’acqua con fulmini in direzione Vittorito mi scoraggia e decido di filarmela a casa. Sarà per la prossima tanto non scappano questi posti sono li da centinaia d’anni dimenticati. Che popolo è un popolo senza memoria, senza tradizioni? Gente capace solo di costruire periferie centri commerciali e svincoli autostradali tutti miserevolmente uguali 

 

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