Erano così lontani dallo stancarsi di una difesa anche senza successo della loro libertà

Come faccio a raccontarvi il giro di oggi? Potrei iniziare con il dire dove sono stato? Mah si. Pietrabbondante (IS). Perchè? Ho trascorso tutta la mia infanzia e adolescenza durante le vacanze estive nel cuore del Sannio molisano e dell’antico popolo che lo abitò oggi sono andato a riscoprirne le vestigia. Ma se darete uno sguardo all’itinerario vi meraviglierete della lunga strada che ho fatto per raggiungere il sito archeologico del piccolo paesino molisano. E come non potevo. Dopo il cattivo tempo, anche in estate, il cielo è di uno bellezza unica e la strada chiamava altra strada. Poi a complicare il viaggio sono state le strade stesse che dopo l’inverno e la piovosa primavera fanno molta fatica a rimanere al loro posto così ho dovuto spesso cambiare direzione a causa di interruzioni… metteteci che al Garmin non piacciono le cose facile ed ecco le 7 ore trascorse in sella per percorrere poco più di 300 km.
Ok questa la premessa.

https://maps.google.it/maps?saddr=42.4645307,14.2141073&daddr=42.1883934,14.2282469+to:42.1070634,14.3688172+to:41.9132828,14.2373222+to:San+Pietro+Avellana+IS+to:41.7454522,14.3849368+to:41.7228028,14.4296464+to:41.7930721,14.4787845+to:41.8148255,14.4861659+to:41.9042572,14.487887+to:42.0436649,14.6426419+to:42.1052234,14.7145625+to:Pescara&geocode=FRP1hwId2-PYAA%3BFWm-gwIdFxvZAA%3BFbeAggIdMUDbAA%3BFcOLfwIdij7ZAA%3BFe2tfQIdkWrYAClzoHq5eXswEzG5YIRd4bsCqg%3BFSz8fAIdKX_bAA%3BFbOjfAIdzi3cAA%3BFTC2fQIdwO3cAA%3BFSoLfgIdlgrdAA%3BFYFofwIdTxHdACljaeHGiZIwEzFA6Az2bPrmGQ%3BFRCJgQId0W3fACl5lBOWM-gwEzFU1UewRo-5ig%3BFYd5ggIdwobgACmXINxg-NwwEzEbiwm15ph9kw%3BFV7qhwIdmuvYACl3ZCi5DaYxEzHivyyyiZ64oA&via=9,10,11&dirflg=d&t=m&z=10

Strada veloce quella che arriva ai piedi del massiccio della Majella a Guardiagrele. Le nuvole circondano la cima della montagna, ma non danno l’impressione di portare il cattivo tempo… proseguo. La strada si complica allorché seguendo le indicazioni del Garmin, che si è perso (il nuovo tratto della strada veloce per Castel di Sangro non gli risulta) mi spedisce verso Pizzoferrato-Gamberale-San Pietro Avellana più che mandarmi per Capracotta. Superata San Pietro vengo di nuovo mandato per valli solitarie… ma oggi non ho fretta e lascio alla tecnologia portarmi io mi limito a godermi il paesaggio ed a fare qualche foto.

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Dopo tanto arrivo a Pietrabbondante. Il paese giace ai piedi di una rupe con tre picchi che sembra come accoglierlo nel suo grembo. Mi fermo per una foto alla riproduzione del guerriero sannita che campeggia all’ingresso del paese e poi data l’ora via verso la zona archeologica
   

E’ Tito Livio a raccontarci delle guerre che Roma condusse contro i Sanniti non nascondendo una certa ammirazione per queste popolazioni. Scrive infatti così nel libro X della sua Storia di Roma (un passo famoso):
“Non fuggivano la guerra: erano così lontani dallo stancarsi di una difesa anche senza successo della loro libertà, che preferivano essere sopraffatti piuttosto che rinunciare a battersi per la vittoria” Aggiunge inoltre: “Chi mai potrebbe stancarsi, scrivendone o leggendone, della lunghezza di quelle guerre, che non riuscirono a stancare gli uomini che le combatterono?”
Il sito è composto da una serie di elementi che si sono succeduti e sovrapposti nel tempo. Le strutture che si impongono all’attenzione dell’osservatore profano sono quelle più recenti di III sec. A.C. ma il santuario a chiaro carattere militare (secondo la testimonianza di Livio qui avvenne il giuramento della legio linteata composta da una casta di guerrieri devoti a divinità dell’Olimpo Sannita e votati al sacrificio estremo pur di difendere il proprio popolo) risale a più di un secolo e mezzo prima… Mi aggiro tra i ruderi dove operai sono intenti a falciare l’erba e una squadra di giovani studenti si occupa di aiutare gli studiosi nello scavo. Faccio diverse foto, ma so che non possono raccontare le mie impressioni. Seduto sui gradini del teatro penso al significato di questo luogo. Qui si assisteva al Dramma, alla rappresentazione della vita. La vita questa strana misteriosa questio che da sempre interroga l’uomo. Il posto è assolato per fortuna la temperatura è primaverile, ma sono costretto a togliere anche la giacca retata, si suda. Ecco un posto da non visitare nelle calde giornate estive. Esco risalendo la collina che mi riporta sulla strada fuori dalla zona archeologica e sono molto contento.

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Lascio alle mie spalle Pietrabbondante e il suo Santuario. Poco fuori il paese si trova la Taverna dei Sanniti con ottime recensioni, ma sono le tre di pomeriggio, oramai il pranzo è andato. Poco male non sono uscito per stare seduto in un ristorante. Vorrei raggiungere il paese dei miei nonni i chilometri non sono molti devo però affrontare due discese a fondivalle e risalite. No torno a casa. Raggiungo il fondovalle del Trigno faccio pochi km e mi chiedo che cosa ci faccio io su questa strada. Al bivio con Schiavi d’Abruzzo salgo verso la montagna. Quest’inverno ho mancato l’appuntamento con il piccolo sito archeologico a pochi km dal paese, oggi ho il tempo per recuperare. E’ davvero piccolo, costituito da un santuario, una stipe votiva “ricostruita” nel 1974 e di fronte un altare protetto da onduline. Altri reperti sono sparsi qua e là, il tutto data tra II a.C. e II d.C. Per arrivarci non è stato semplice. La strada che sale dalla fondovalle del Trigno a Schiavi d’Abruzzo è interrotta all’altezza di Taverna e bisogna avventurarsi per stradine vicinali e bypassare il blocco. Il sito rimane sulla sx segnalato da un cartello su una strada brecciata da percorrere per 3-400 metri… uno scherzetto per quelli non come me che amano mettere le ruote su brecciolino. Ma la curiosità è tanta e rischio l’infartino quotidiano Il sito è aperto non custodito e sono evidenti i lavori lasciati a metà opera della solita amministrazione che ottenuti finanziamenti a pioggia una tantum li ha buttati lì, terminati i soldi tutto torna nell’oblio… ma forse è meglio così.

Riprendo la strada verso Schiavi d’Abruzzo l’idea è di arrivare a Vasto sulla SS85, la statale Istonia (Istònion, Ιστονιον in greco antico, Histonium in latino è lu Uaštë). Strada panoramica sul crinale che separa la valle del Trigno da quella del Sangro. In località Belmonte del Sannio, più a SO rispetto alla mia posizione scavalca un’intera vallata sul ponte stradale più alto d’Italia, d’Europa fino al 1979 (mi sa che sta cosa la sanno in pochi ;-P ). Il viadotto Sente infatti ha il pilone maggiore di ben 185 metri di altezza. Ok me lo sono perso… fa nulla ci sarà tempo per farlo prima o poi. Purtroppo le cose per me invece non vanno lisce e la strada dopo aver sfiorato con le dita il cielo più giù la trovo franata nella valle, dalle stelle alle stalle, si dice così Sono costretto ad abbandonarla e a riprenderla più a valle deviando per Castiglione Messer Marino. Anche quella che percorro non è in forma smagliante. Il cartello stradale in vetta alla classifica di oggi è: strada sconnessa guidare con estrema prudenza max 30 Si direbbe che in questa zona la montagna abbia fatto di tutto per disfarsi delle opere dell’uomo… ma alla fine con la giusta prudenza arrivo in vista della costa tra cielo azzurro e magnifiche colline di giallo brunito. In lontananza il Gargano e le Tremiti sono visibili. Non faccio foto perché so che il mio zoom a focale max cancella colori e dettagli… non vi resta che aspettare il prossimo temporale estivo e precipitarvi da quelle parti se volete godere dello spettacolo visto da me mentre mi dondolavo tra un’infinita serie di curve. 

Entro a Vasto mi fermo solo un attimo sulla piazza del Castello Caldoresco per un paio di foto e raggiungo la SS16…

il mare è di un blu intenso e merita di essere fotografato così faccio un paio di soste a Fossacesia Marina

 

e sul promontorio d’annunziano. Ne faccio una terza, ma non per foto. A Marina di San Vito entro in una gelateria/pasticceria e mi divoro un bel pezzo di torta Sacher ripiena alla marmellata…. Me lo sarò pure meritato!
Alla prossima, una vocina mi dice che sarà ancora Sannio

 

 

 


 

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