Andare di sorpresa in sorpresa!

E’ sabato, il meteo sembra favorirci in questo inizio di ottobre almeno nelle previsioni. Da un po’ di settimane mia moglie mi chiede di trovarle un bosco: ha il desiderio di andare a funghi. Le manca quella vita di campagna che la grande città non conosce. Così dopo aver raccolto qualche informazione abbiamo deciso di puntare verso La Maiella e i boschi intorno a Palena.

I km sulla autostrada dei parchi corrono veloci. Non mi piacciono le autostrade, ma la distanza è tanta e le ore di luce sempre meno. Fa freddo, il vento è forte ma c’è sole per fortuna nonostante la strada sia bagnata. La voce di Anne, che mi giunge attraverso gli auricolari mescolata al rumore della velocità, mi dice che le previsioni sono con noi e l’asfalto bagnato è solo il ricordo di una perturbazione che ha attraversato i monti della mia terra durante la notte. Giunti sul Fucino ci aspetta una brutta sorpresa: un muro di nuvole nere si erge a nascondere le montagne verso sud-est mentre alla nostra sinistra il Velino è coperto da un cappello di nuvole bianchissime che sanno di inverno. Non tardo a rendermi conto che su sta nevicando. Procediamo nella speranza che il forte vento scacci via i residui di una notte di burrasca. Ahimè al nostro arrivo al casello di Sulmona ci attende una pioggia fredda e battente, dal sapore di autunno inoltrato. Tutta la valle peligna è avvolta dal maltempo. Fermi in un bar per qualcosa di caldo a malincuore rinunciamo a proseguire e per non tornare a casa con le pive nel sacco proviamo ad inseguire il cielo azzurro. Direzione L’Aquila. Sulla statale 17 continua a far freddo e tira vento, ma c’è il sole. Quando giungiamo al bivio di Monticchio è mezzogiorno passato e ci fermiamo per una sosta culinaria in una rosticceria on the road. Con noi sono fermi tre motociclisti. Guardo con curiosità le loro moto: tre naked con tanti di quei cavalli che una pista sarebbe più adatta che le nostre strade. Anche il loro abbigliamento ha il sapore di una gita domenicale da maggio inoltrato. Fino a qualche anno fa in giornate come oggi non avrei incontrato nessuno, ma la passione su due ruote ha acceso molti cuori negli ultimi tempi, un po meno le teste. Sono evidentemente infreddoliti e credo che per loro il giro volga al termine. Per noi invece dopo un panino con porchetta un mezzo bicchiere di birra e una tavoletta di cioccolata, inizia. Lasciata la statale, superata Paganica e la frazione di Filetto siamo in pieno west, il mio west, come mi piace chiamare il comprensorio aquilano del Massiccio del Gran Sasso, ma non prima di una lunga sosta che vede scomparire mia moglie tra gli alberi e riemergere dopo un’oretta con una sacca piena di funghi e bacche.

Tutto quello che ci è accaduto poi non si può raccontare se non così:

E’ sulla piccola piana dei laghetti di Filetto che facciamo la scoperta di come la neve non ha ricoperto solo le cime, ma è scesa molto più in basso. Anne è combattuta per tornare tra gli alberi a cercar qualche cosa d’altro o andare a vedere la prima neve. Vince la neve e me con lei!

Questo slideshow richiede JavaScript.

La discesa sulla piana di Campo Imperatore ci riserva una meraviglia dietro l’altra. Il sole a fatica si fa largo tra la coltre di nubi gettando squarci di luce sui pascoli ancora gialli per la lunga estate calda dove piccoli gruppi di bovini e cavalli pascolano ancora. Il Corno Grande è avvolto tra le nuvole, la lunga lingua di asfalto corre verso il punto più alto, l’arrivo della funivia che si trova al di sopra della linea della neve. Immagino che l’improvvisa nevicata abbia reso la strada impraticabile alle due ruote. Di fatto non abbiamo incontrato nessuna moto salendo eccetto una Bemmie, nomignolo che la BMW R1200GS Adventure si è guadagnato da Anne all’epoca del nostro primo viaggio fuori dai confini. Ma lo spettacolo che si erge maestoso davanti ai nostri occhi reclama che si vada avanti finchè possibile e così facciamo finchè diventa pericoloso proseguire oltre anche se la moto è dotata di tasselli che vanno a cercare l’asfalto sotto le poche tracce di neve. La temperatura è di circa 2 gradi sotto lo zero ed io avverto tastando la strada con la suola degli stivaliche si sta formando una piccola patina di ghiaccio. Si torna indietro. E la discesa ci offre uno spettacolo ancor più suggestivo che la salita.

Raggiunto lo zero termico non posso resistere all’idea di abbandonare l’asfalto e scendere su una stradina ad uso degli allevatori per delle foto di famiglia

Infreddoliti, ma contenti decidiamo a malincuore di lasciare la piana di Campo Imperatore scendendo dalla strada di Racollo verso Santo Stefano di Sessanio. Conosco Anne ed i suoi scatti e quando la strada asfaltata arriva proprio al di sopra di una dei tanti tratturi che portano ai pascoli rallento per consentirle delle foto. Poi ho un’idea: Anne vuoi scendere a far delle foto su quella strada di campagna? La risposta è immancabilmente si… e così ancora una volta i nostri occhi si riempiono di bellezza ricordando che questa terra non smetterà mai di commuovere noi, poveri viandanti, su due ruote.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Non resta che terminare la discesa con la Rocca di Calascio che fa da sentinella solitaria a questa  terra alla quale apparterrò sempre.

Essa in tanti anni di viaggi verso la mia sede di lavoro mi ha svelato che la vita, a coloro che non dimenticano di tenere gli occhi bene aperti, è un Andare di sorpresa in sorpresa!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...