A nintynine family journey!

“No, domani non voglio guidare ho voglia di fare foto”

I no delle donne sono da prender molto sul serio. Così di buon mattino scendo in garage e velocemente sostituisco parabrezza, sella e portapacchi alla 990. Moto “ignoranti” qualcuno le chiama, ma per Anne la Kappona è semplicemente selvaggia. Tutto è pronto per le nove e dopo aver riempito fino all’orlo i due serbatoi partiamo alla volta dell’Appennino abruzzese. Grande traffico sull’autostrada Roma-L’Aquila, traffico di autovetture. Nel giro di un paio di settimane le moto sono sparite, ci supera solo una 1050 che ci lampeggia e suona in segno di saluto. Non spingo il potente motore per tenere il ritmo del motociclista, la kappa ha una muscolatura agli alti regimi che non ha eguali, ma si unisce a vibrazioni e strattonate che la mia dolce metà mal digerisce, cerco invece di tenere i giri motore nel punto con meno vibrazioni. In fondo siamo usciti per una passeggiata a caccia di colori autunnali. Non abbiamo una meta precisa e la scelta di salire in alto è motivata da una densa nebbia che avvolge nel suo candido bianco i fondovalli.

Campo Felice la prima destinazione. Mi fermo all’altezza di un tornante. Giorni fa ho letto che proprio al di sotto della strada, in un bosco è collocato l’antico villaggio di Sant’Eremo abbandonato da tempo. La strada bianca che si distingue bene lungo la costa della valle vi ci porta. Non sembra difficile. Sono curioso. Da un sopralluogo a piedi scopro  che per raggiungerla bisogna affrontare una discesa di forte pendenza non asfaltata. Conosco i miei limiti nella guida fuori dall’asfalto ed oggi tra precarico e sella larga tocco solo con le punte. E poi siamo in due. Rinuncio, ma solo per ora.

Saliti sull’altopiano lo attraversiamo a velocità moderata lasciando che asini, mucche e pecore, frequentatori antichi di quelli che una volta erano pascoli ci cedano il passo al rumore borbottante del bicilindrico di Mattighofen.

Non ci fermiamo. Lungo la strada mi sono ricordato che li vicino ci sono i Piani di Pezza, una piccola vallata racchiusa all’interno del gruppo Sirente-Velino. Si tratta di un altopiano di origine glaciale e carsica percorso da alcune strade bianche. Strade Bianche! Questa si che è una parola magica. Per arrivarci passiamo da Rocca di Mezzo e ci dirigiamo verso la forcella che ne consente l’accesso. Siamo circondati dal bosco di querce con sfavillanti colori dell’Autunno.

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Giunti sul posto la decisione di affrontare la strada bianca è fatta. Un po meno la guida. In due su di una moto con gomme oramai a fine vita e un freno posteriore che non ci assiste scendere i circa cinquecento metri su di una strada cosparsa di pietre per evitare che i fuoristrada scavino il terreno risulta più vertiginosa del previsto. L’adrenalina sale e la mia scarsa abilità di guida fuori dall’asfalto si avverte. Ma riusciamo a non andar per terra. Il ritorno è più facile visto che è in salita e fatto tesoro dei punti più malmessi scegliamo il prato per passare. Meglio le buche delle talpe che l’insidioso brecciolino. Le sospensioni della kappa digeriscono tutto.

Tornati in cima ci godiamo lo spettacolare paesaggio. A questa quota e in queste condizioni l’autunno è già finito.

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Consumata per pranzo una merenda piena di calorie scendiamo verso L’Aquila alla ricerca di un distributore. Non siamo gli unici ad avere sete! Mentre facciamo il pieno alla 990 ad Anne viene in mente che li vicino, circa un mese fa, c’è un posto dove ha fatto una buona raccolta di funghi. Così saliamo verso il Gran Sasso e superata Filetto ci mettiamo in cerca. Purtroppo nulla. Anne riemerge dal bosco solo con delle “pigne” nel sacco da usare per le sue decorazioni  nel prossimo Avvento.

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La montagna si erge davanti a noi incappucciata dalle nuvole e noi attratti da lei saliamo tra voli d’aquila e d’aquiloni.

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Superati i primi tornanti cavalli bradi in fila indiana lungo la strada ci proiettano nel “mio West”

Da qui in poi paesaggio, colori, silenzio si fanno spazio nelle nostre menti le parole vengono meno e non resta che lasciare voi lettori alle foto.

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Il rientro a Roma sarà sostenuto e noioso come tutte le autostrade. Ma usciti per una breve passeggiata senza portar dietro nulla eccetto la macchina fotografica abbiamo fatto più del dovuto e chiesto alle nostre schiene un fatica di troppo. La 990 è una moto meravigliosa, ma una viaggiatrice scomoda. Con nel cielo un rosso sole facciamo ingresso sul Raccordo Anulare. A Nintynine family journey  is over.

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The Nintynine family version

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