Dal Libro degli accessori – Capitolo I

A volte ti capitano cose strane, difficili da immaginare. Ma come ho imparato e dico: la realtà supera ogni immaginazione. Alcuni mesi or sono mi trovavo all’interno della concessionaria per ritirare la mia 1090. Una moto aziendale con 2500 km unico accessorio un bauletto non originale. Bene. Tutto è pronto non mi resta che inserire la chiave accendere il bicilindrico e via. In quel momento si accorgono che per un disguido hanno immatricolato una moto per un’altra. Così sono diventato possessore di una moto nuova ancora incellofanata! Che si fa? Pensa che ti ripensa tra lo sconcerto del concessionario gli propongo di lasciarmi quella: due passaggi di proprietà a loro carico oltre a trovarsi con una moto nuova che ha già avuto tre proprietari. È perplesso. Facciamo così, dico, non era mia intenzione accessoriarla ma per venirti incontro tira fuori il catalogo e diamoci sotto . E cosi mentre sfogliamo le pagine tiriamo giù un elenco: Valigie laterali alluminio più supporto Piastra portapacchi Zaino serbatoio Supporto navigatore… ok questi servono per viaggiare, e si perchè siamo due viaggiatori mia moglie ed io e qualcosa bisogna pur tirarsela dietro quando i chilometri si accumulano a migliaia Protezione radiatore e motore. Non vado fuoristrada spesso, ma a volte capita di fare il birichino. Ok le prendo Fari ausiliari led?. Il faro anteriore fa poca luce. Non solo vedere, ma anche farsi vedere, 2 ruote non sono 4! Ok Manopole riscaldate perché a volte fa freddo, collettore coibentato perché fa caldo. A wild bike for a wild country! Allarme meccanico e acustico. Forse non servono, ma non si sa mai Qualche tappo in alluminio orange? Un po’ di colore grintoso Ah … non dimentichiamoci il cavalletto centrale. Curioso che non lo diano di serie su una moto che figura nel catalogo KTM tra le Travel. Capita sempre di dover fare un po’ di manutenzione. Ok, mi dice, affare fatto. Così mi porto via la moto in attesa di equipaggiarla. I primi 1500 km mettono a nudo una certa scomodità nelle lunghe percorrenze. La lista si arricchisce. Un parabrezza alto per le lunghe tappe autostradali e perché no anche delle protezioni laterali. Dove abito sembra che sia piacevole ogni tanto speronare un motociclista… ne ho fatto le spese io un paio di volte e una mia moglie. In tutti i casi le crashbars hanno svolto magnificamente il loro lavoro, preservando carena e serbatoio. Così equipaggiata la 1090 è diventata la moto di famiglia, quella destinata a sostenere il peso di molte migliaia di km che facciamo in due. Ultima ad arrivare proprio lo scorso venerdì è stata la sella fatta sistemare da una ditta specializzata al fine di renderla comoda rispetto all’originale dalle caratteristiche eccessivamente spartane. Le chiamano selle sport! Vattelapesca del perché. E così questo sabato siamo di nuovo sull’autostrada Roma-L’Aquila per una bella prova. Tutto scorre liscio merito anche del tempo sereno. Sopra al bivio di Torano uscendo dall’ultima delle tre gallerie che separano Carsoli da Avezzano il Velino fa la sua comparsa innevato di fresco. La tentazione di uscire a Tornimparte e salire verso Campo Felice è grande. Ma questa mattina uscendo con Anne ci siamo detti un viaggio tranquillo senza troppi giri. Superata L’Aquila lasciamo l’autostrada per la veloce statale che scende verso Bussi. Ci fermiamo alla stazione di servizio della Tamoil nei pressi di San Pio delle Camere. Una bevanda calda ci vuole dopo il volo a velocità autostradali. E anche un bel dolce, li fanno proprio buoni da queste parti. Prima di ripartire annuncio ad Anne il mio piccolo progetto del giorno prima. Lasciare la statale al bivio di Ofena puntare su Forca di Penne poi Brittoli e Carpineto della Nora.

Destinazione l’altopiano del Voltigno, piccola perla sul versante Adriatico del Massiccio del Gran Sasso frequentata da gente locale perché fuori dalle solite rotte. Anne acconsente, è curiosa, non è mai stata lì. In un batter baleno ci troviamo proiettati in un Autunno coloratissimo, che oggi festa di San Martino, ha il sapore di una piccola estate. Arrivati all’ingresso del paese giriamo in direzione Badia San Bartolomeo e dopo un pugno di curve siamo in vista della bella fondazione benedettina risalente al secolo X. Non trascuratela, vi resterà nel cuore.

La strada continua. Trent’anni fa era una carraraccia non asfaltata che si arrampicava in una fenditura nella montagna poi l’asfaltarono. Poi ancora? Più niente! Oggi è un’autentica groviera. Sfido che l’unico motociclista incrociato su una ducati monster torni subito indietro. Noi proseguiamo e la 1090 si arrampica e divora sconnessioni senza scomporsi più di tanto. Ieri sera manuale alla mano avevo settato le sospensioni per pieno carico. L’altezza sella è vertiginosa colpa anche della sella imbottita, non riesco a poggiare i talloni. Prudenza massima una traiettoria sbagliata mi costringerebbe a manovre da brivido.

Ma tutto fila liscio e quando l’asfalto ci abbandona definitivamente siamo proiettati in un bosco di faggi. Sento i click della macchina di Anne che scatta a raffica. L’ingresso sul piccolo altopiano deserto ci trasporta d’incanto in un mondo lontano. Sembra impossibile che milioni di noi si siano stipati dentro delle metropoli di cemento dove viviamo asfissiati da micropolveri mentre qui su noi una pioggia di foglie… il terreno è morbido e privo di pietre. Lasciata la moto decidiamo di continuare a piedi. Non lontano la dorsale del Gran Sasso innevata.

Il sole scalda i nostri corpi e per un istante ho l’impressione di essere proiettato nel finale di Born to Run., Anne ed io come Springsteen e la sua Wendy sembra che abbiamo raggiunto quel posto dove splende il sole. E’ solo un istante, c’è ancora molto da correre e così ridiscendiamo a valle giù fino all’adriatico. Domani ci aspetta il ritorno …. E così il giorno dopo siamo tornati attraverso valli boschi e altopiani. E la strada ci ha regalato meravigliose sorprese che le foto vi sveleranno. Gli accessori? Molto bene, nonostante appesantiscano la moto… manca ancora qualcosa, rifiniture come dei riser e delle lampade led. Ne riparleremo prossimamente. See you, on the road!

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