Il Grande Nord (di Anne Mittag)

 

Il Grande Nord (album foto)

Un viaggio inizia moooolto prima di quando si mette in moto e si parte. Normalmente prende forma un po’ alla volta, prima come una raccolta di immagini e suggestioni, poi disegnando con il dito sulla mappa e “sfogliando” siti e riviste… già verso ottobre dello scorso anno si è iniziato a progettare l’itinerario e a cercare posti e strade belle da visitare, ad annotare gli cose utili da portare. Tengo sempre un piccolo elenco di idee e nomi che, man mano che si avvicina il giorno della partenza, cresce o diminuisce.
La mèta originale viene poi sottoposto al vaglio del portafoglio e alle reali condizioni di spazio e tempo. Qualche dubbio circa la relazione prezzo/qualità sorge e viene elaborato un piano B. In verità, il piano “alternativo” è ancor più ambizioso. Dal grande Nord, al Far West! Il mio pilota coltiva da molti anni il sogno di tornare negli Stati dell’Ovest americano. Un sogno italiano a forma di stelle e strisce nato più tra le pagine di Tex Willer che dai film western… infondo, il dollaro è basso, il periodo adocchiato favorevole. Parte la “macchina” organizzatrice degli itinerari, del noleggio della moto e perfino raccogliamo già informazioni su voli ed alloggi. Avviamo anche le pratiche per richiedere i passaporti con l’impronta digitale e ci informiamo circa la patente internazionale. Verso marzo, però, tocca tirae le fila e rinviare il viaggio. Infatti, mancava ancora il preventivo dell’agenzia che avrebbe dovuto mediare tra i motel e noi viaggiatori. Mettiamoci anche il cambio di rotta della politica di Trump, che ha fatto nel frattempo salire nuovamente la valuta e che i documenti necessari per fissare il volo non erano pronti. Bye, bye, America! Da capo. I rispettivi piano C, D e E contemplavano l’Irlanda, i Pirenei o la Sardegna. Messi tutti in lista, prima o poi ci si va!
Bisogna pur tener conto di quel semplice e saggio detto: “La realtà è più grande dell’idea” e così seguiamo gli eventi, cercando di non mancare i colpi. Appuntamento dal gommista e tagliando a Mazinga (la nostra Kappa 1290) sono d’obbligo. Tutto a posto, ma ancora niente in ordine. Una fastidiosa influenza indestinale rischia di mandare in fumo anche il piano F, quello non scritto. Come vedete, un bel casino.
Alla fin fine partiamo per la visita dei miei genitori a Zittau, nel profondo est della Germania, senza aver ancora deciso niente.
Dopo una settimana, “studiando” la mappa del meteo degli ultimi mesi e vedendo le previsioni per la prossima settimana, il Grande Nord sembra essere l’unico posto ad aver resistito al caldo africano di quest’estate. Si torna al piano A. Non siamo mai stati da quelle parti, ma ridimensioniamo il mitico viaggio agli estremi confini della terra, NordKapp e le Lofoten vengono escluse l’itinerario prevede un bel giro nella parte sud della Norvegia.

Giorno 1-2


Un viaggio è fatto anche dalle sue tappe di trasferimento, dunque, il nostro verso il Grande Nord inizia già a Zittau.

Ci aspetta una giornata intensa. Ben 1084 km stanno come “distanza al punto di arrivo” e il clima da queste parti assomiglia più ad una stagione mediterranea che continentale. Da quasi tre mesi non è piovuto che quattro gocce. Per oggi le previsioni promettono i primi rovesci al Nord, ma sempre e ancora con temperature sostenute.
Si parte alle 5:00 del mattino dopo un bel caffè lungo e un boccone sulla SS99 verso Görlitz e poi in direzione Cottobus. Il consiglio ricevuto da mio fratello di evitare di prendere l’autostrada a Bautzen e andare verso Dresda, si rivela comunque una soluzione lenta; forse lui non avrebbe impiegato il nostro tempo, dal momento che schiaccia parecchio l’acceleratore per – così dice – sfuggire gli scatti degli autovelox e volare sopra i cantieri. Incredibile ma vero, qui al Est la gente è già in piedi fin delle prime luci del giorno!
Da Cottbus a Berlino sulla A15 prima, riallacciando la A13 dopo… raggiungiamo la capitale lungo l’anello autostradale, imboccando la A24 fino ad… beh, solo il nostro Garmin lo sa. Ci ha fatto uscire e andare per frasche (ci sarà un perché certe strade si chiamano verdi?). La direzione è Amburgo, poi Kiel e infine Flensburg. Il traffico è sostenuto, ma scorrevole. Una volta superato il confine con la Danimarca, i limiti si abbassano, il traffico si intensifica e i prezzi si alzano. Santa pazienza. Ci fermiamo al primo distributore per cercare un alloggio dalle parti di Hirtshals, dove partono i traghetti per Kristiansand in Norvegia, lo troviamo non distante a Sindal.
Fermiamo il motore allle 20:00 circa in un posto piuttosto anonimo. Del resto, in Danimarca ogni paese assomiglia all’altro e il piattume di queste terre trasmette un senso di tristezza. Forse per questa ragione i danesi si “tirano su” con certi piatti che assomigliano a montagne: burger alti come un grattacelo. Al nostro arrivo non potevamo dunque non assaggiare una delle specialità del posto, lo Stegt flaesk. Per i non conoscitori della lingua come me: bacon fritto croccante, salsa verde al prezzemolo e una buona dose di citrosodina… dopo aver assaggiato un tal piatto, abbiamo fatto sufficiente conoscenza della cucina danese per non desiderare ulteriori  approfondimenti. A questo punto si va a nanna, sebbene tarda a farsi notte. Ci si sveglia al mattino, al’alba per un caffe solubile e quattro biscottini al burro Balsen.
Ci rimane del tempo per una breve esplorazione la spiaggia del Ålbaek Strand, al Katte-M-Gat (versione Orange del meno noto Kattegat). Foto di rito, e via al molo di Hirtshals al traghetto veloce (e già, poiché non si trovavano più posti su quello superveloce).

Dopo tre ore e mezza di traversata, eccoci approdati nella terra dei Vichinghi! La Norvegia ci accoglie a Kristiansand nel modo che le è più proprio: nuvole, pioggia e sole, in stile “misto-primavera”. Godiamo di questa bella frescura e approfittiamo del pomeriggio per un giro del Byglandsfjord. Il paesaggio è solenne: acqua incorniciata da conifere e rocce ovunque, piccole e deliziose case in legno pitturate rigorosamente con i colori della bandiera nazionale e una striscia “allegra” di asfalto che costeggia lo scenario come se non volesse disturbare. Che pace, in questo pomeriggio di mezza estate, e che profumi di resina e aghi di pino!

Il Grande Nord (album foto)

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