Ninna nanna del contrabbandiere

Chi va in moto lo mette sempre da conto: prima o poi un incidente gli può accadere. Se non lo fa è sciocco! E gli incidenti in moto non sono mai una cosa bella. Riverso sull’asfalto svenuto ho lasciato negli occhi di un amico lacrime che sono durate più del momento e in mia moglie tanta paura. Sono vivo, un po malconcio, e, nonostante tutto, ora nuovamente su una sella. Troppo a lungo sono stato seduto su essa che mi viene difficile pensare ad una casa diversa. Eppure ce ne sono tante e migliori e più belle oltre che comode e per nulla pericolose. Non l’ho chiesto, semplicemente è accaduto e mi va bene così.

In questi mesi di convalescenza mi è venuta alla mente una canzone in dialetto comasco di Davide Van de Sfroos. Il titolo è Ninna nanna del contrabbandiere. A chi chiedeva conto all’autore di dove fosse venuta così rispondeva:

“Trasformo una ninna nanna di confine in una sorta di delicata e intimissima preghiera universale, dove la simbologia del contrabbandiere con il sacco in spalla che attraversa la notte e il monte per portare il suo peso oltre la frontiera, si fonde con quella del peso della croce di Gesù e di conseguenza con quella di ogni uomo nei suoi sforzi quotidiani sulla pista alterna della vita stessa. Ascoltando da ragazzo la storia di mia madre, che andava a volte a dormire da una sua amica la quale aveva il padre che di notte si svegliava e partiva con un misterioso abbigliamento, rimanevo colpito dalla figura della madre ovvero della moglie del contrabbandiere che guardandolo andare dai vetri della finestra, mormorava una sua preghiera, la stessa che avrebbe detto la moglie di un finanziere.”

Mi sono rivisto e in quel padre e in quel figlio che avrebbero potuto urlare contro il cielo per la vita che gli era capitato di vivere e invece non lo hanno fatto. Hanno preso la loro bricola a forma de cruus e con nel sacco tanta paura e del coraggio sono andati avanti pregando il Signuur a bassa vus

Anche io sono risalito sulla moto di sempre (una Gelande/Strasse) e vado avanti sulla mia strada che non so dove mi condurrà

Ninna nanna del contrabbandiere

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