Capitolo 2 : Infinity

Scorrevo le foto scattate durante i miei duri anni di vita pendolare. Una raccolta sterminata di paesaggi e vedute mozzafiato interrotta di tanto in tanto da qualche autoscatto perché tutto non cadesse nell’anonimato. A vedere erano i miei occhi a respirare le mie narici ad udire le mie orecchie e ad avvertire l’alternarsi delle stagioni tra caldo umido e freddo pungente il mio corpo per quanto debitamente protetto.

Quando Anne è entrata nella mia vita ed è divenuta in breve tempo il mio “co-pilota”, come essa stessa si è definita, qualcosa cambiò. Nelle foto oltre all’infinitamente grande fece la sua comparsa l’infinitamente piccolo ed io incominciai ad essere ritratto come un intrepido viaggiatore in luoghi sconfinati senza tempo.

Quell’Oldman, incessante viator senza meta che viaggiava solitario sulla sella con ogni condizione meteo senza nessuna tregua, moriva. Nasceva qualcosa di nuovo.

Ripenso ora a queste parole di Shakespeare pronunciate da Giulietta e ne avverto improvvisamente tutto il loro significato

My bounty is as boundless as the sea. My love as deep the more I give to thee. The more I give to thee, The more I have, for both are infinite.

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