Capitolo 4: Born to be wild

La mobilità urbana resta per me sconcertante. Quando andai a Roma per insegnare feci uso dei mezzi pubblici. Scoprii che usarli tutti i giorni era come avere un secondo lavoro. Al che arrivò il giorno in cui decisi di dare le dimissioni dall’Atac e mi arruolai nella societa anonima dei dueruotisti potenziali suicidi romani. Il mio secondo lavoro divenne improvvisamente molto pericoloso, ma le mie condizioni di salute mentale migliorarono, almeno così mi parve!
Quando conobbi Anne anche lei come molti era una instancabile lavoratrice per conto dell’Atac costretta ad usare diversi mezzi per andare e tornare da scuola. Dopo un anno che ci frequentavamo, avviati oramai verso la vita matrimoniale (di questo vi racconterò fra un pò) anche lei decise di dimettersi dalla societa degli autotrasporti pubblici della capitale ed arruolarsi nell’anonima motociclettari romana. In possesso della patente B aveva a disposizione una vasta gamma di motorini e scooter tra cui scegliere, MA decise che la moto faceva al caso suo! Non commentai, stavo incominciando a capire come discutere con le donne e in seguito il silenzio si è rivelato sempre la scelta migliore. Semplicemente presi una delle mie due moto, una F800GS, che avevo come d’abitudine da quando guidavo moto per Roma munito di crash bars, e dissi ad Anne di saltarci su e provare dopo averle spiegato il suo funzionamento.
Le nostre “guide” ebbero luogo nei posti più disparati: dal piazzale della Farnesina al lungo fiume Pescara per passare a Campo Imperatore e concludersi a Campo Felice con temperature sotto lo zero termico. Forse come istruttore non sono granchè, ma vi sfido ad aver fatto una scuola guida più suggestiva. Nel corso delle guide fu evidente che l’altezza e la frizione a cavo della 800 mettevano facilmente in crisi Anne. Finii per non contare più le cadute in seguito allo spegnimento del motore, ma per preservare l’integrita fisica della mia futura sposa (la 800 sembrava non risentire affatto dei maltrattamenti, corazzata com’era) optammo per una vera scuola guida ed una più abbordabile cb 500. Anche quella fu un’esperienza indimenticabile, ma per non farla lunga il tutto ebbe fine all’inizio di gennaio con Anne che poteva vantare di aver conseguito la patente A.
Ora non rimaneva che dotarla di una moto. Insisteva che non voleva una motocicletta nuova, ma essendo alle prime armi le sarebbe stato sufficiente un “ciccetto”. Cosa volesse intendere con questo vocabolo non mi è ancora oggi del tutto chiaro. Fui io a scegliere per lei una vecchia BMW f650gs. Davvero una gran moto per i principianti e non solo con il suo indistruttibile monocilindrico rotax, motore condiviso con l’Aprilia Pegaso. Era raggiante ed allo stesso tempo tesa come la corda di un violino quando venne sotto casa mia a Roma a ritirarla per tornarsene a casa sua. Da allora i chilometri si sono moltiplicati ed anche le moto sono cambiate. Mrs Froilain, come la ribatezzò Marcello Romano allorchè la iscrissi ad un corso di off-road per principianti allo scopo di darle molta più confidenza con i pesi di una moto, è passata attraverso una f700gs per approdare alla regina indiscussa delle strade: la BMW R1200GS, il GieSse. Ed è con quest’ultima moto che negli ultimi tempi ha intrapreso il suo primo vero viaggio.
In questi giorni di lutto per il mondo motociclettaro in seguito alla scomparsa di Peter Fonda, attore legato per sempre al personaggio di Wyatt, Captain America, scorrendo alcune foto di mia moglie in sella alle “sue” cinque moto il mito di Easy Rider rivive nuovamente in Anne che ho sorpreso qualche giorno fa a canticchiare queste parole:
 
Get your motor runnin’
Head out on the highway
Lookin’ for adventure
And whatever comes our way
Yeah Darlin’ go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space
 
I like smoke and lightning
Heavy metal thunder
Racin’ with the wind
And the feelin’ that I’m under
Yeah Darlin’ go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space
[…]
Born to be wild
[…]
(Steppenwolf – Born to wild)

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