Capitolo 5: Walk like a man

Il fuoco crepita in un vecchio camino al mio lato. È una sera d’autunno e sono seduto attorno ad un tavolo con Anne al mio fianco. Ci sono altre coppie. È da poco trascorsa l’ora della cena e sono in una vecchia villa abbandonata restaurata ad uso canonica per l’ultimo degli incontri di preparazione al matrimonio. La stanchezza della settimana lavorativa il caldo del fuoco la digestione e il parlare cantilenante del vecchio prete conciliano il sonno. Meglio riposare, nei mesi successivi la preparazione del matrimonio mio e di Anne si sarebbe fatta rocambolesca non solo a causa delle nostre diverse nazionalità ma un po’ per tutto. Abbiamo deciso di far le cose in casa affinché tutto abbia il sapore di un umano vivace.

Per le imminenti festività natalizie si doveva stare da mia madre a Pescara e poi trasferirci a Sulmona per accordarci con un mio cugino, sacerdote di ritorno dalle Fiji, che avrebbe celebrato il matrimonio. Ed invece finì che per paura di essere contagiata da Anne reduce dall’influenza mia mamma ci obbligò a trascorrere la notte di Natale per via, a Santo Stefano di Sessanio. Che bel Natale ci abbiamo guadagnato in questo paese che sembra un presepe d’altri tempi! Accadde anche che qualche giorno dopo mio cugino ci suggerisse di sposarci lì, conosceva il parroco. Non ci restò che chiedere alla locanda dove avevamo soggiornato se volesse organizzare il pranzo di nozze e la titolare accolse l’idea con entusiasmo.

I giorni trascorsero in fretta presi tra i tanti preparativi e il 28 aprile, il giorno prima delle nozze, partii alla volta di Santo Stefano dove Anne era nel frattempo giunta con la sua famiglia. Lasciandomi Pescara alle spalle fui accolto da un abbondante pioggia primaverile. Nonostante il proverbio reciti: sposa bagnata sposa fortunata, mi sentivo io il fortunato. Ero in sella alla mia KTM 990 adventure, una moto da sempre sognata, rimessa a nuovo per bene nei mesi precedenti. Avevo nella sacca a rollo il mio unico abito, il medesimo con cui mi ero laureato molti anni addietro e che avevo indossato solo una seconda volta allorchè mi capitò di fare da testimone al matrimonio di un caro amico. Questa era la terza e spero ardentemente la penultima. L’ultima vi lascio immaginare quale sarà.

Il borbottare del doppio scarico akrapovic mi accompagnò insieme alla pioggia fino alla soglia della Locanda dove potei riabbracciare i genitori di Anne, Gutrun e Ian, evidentemente commossi Lì tutto fremeva negli ultimi preparativi a cui adempivano alcuni dei nostri invitati, che ci avevano già raggiunto. Avevamo assegnato a ciascun che avrebbe preso parte al matrimonio un suo compito perché nessuno si sentisse estraneo alla festa. Chi adornava la chiesa chi l’abito della sposa e della sposo chi faceva foto chi provava i canti chi predisponeva la macchina della sposa e chi esercitava le ganasce a tutto vapore sulle prelibatezze preparate dalla cucina della Locanda per saggiare la qualità del pranzo!

La notte trascorse più o meno tranquilla. Da una delle camere giungeva qualcosa che oscillava tra il canto, l’ululato di cojote e le grida di una partoriente. Scoprii il giorno dopo che si era trattato di un addio al celibato festeggiato dalla sposa con le sue vecchie amiche. Fortuna volle che i miei invitati ci raggiungessero solo il giorno dopo ed io potei scampare a questo singolare rito con grande gioia. Dormii profondamente in quella che era la mia ultima notte da scapolo.

Ora dovrei scrivere: E venne il giorno. Difatti venne e passò tra la gioia di noi tutti. Una gioia che ne le parole ne le immagini possono adeguatamente raccontare. Ma immagino che la memoria di chi ha vissuto un’esperienza come la nostra ora corra veloce ai propri indimenticabili e gioiosi ricordi.

Quello per me fu il giorno in cui, come accadeva in un tempo non molto lontano, uno dei riti di iniziazione alla vita adulta della tradizione occidentale, si compiva. Ora camminavo come un uomo

“I remember how rough your hand felt on mine
on my wedding day
and the tears cried on my shoulder
I couldn’t turn away
well so much has happened to me
that I don’t understand
all I can think of is being five years old
following behind you at the beach
tracing your footprints in the sand
trying to walk like a man

[…]

(B. Springsteen – Walk like a man)

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