Capitolo 2. Storie di frontiera

“Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran” (Gn 12,4)

Mi piace andare alla Domenica alla messa di buon mattino, conserva un qualcosa di misterico, lontano dalla confusione di liturgie “ammodernizzate”. Ci sono solo persone anziane. Anziano è anche il prete. Mi ci trovo bene e poi si fanno ancora incontri con persone eccezionali.
Oggi Father Camillo classe 1927, fratello Corvo come lo hanno chiamato i Denè dove è stato missionario per 50 anni nello stato dell’Alberta, ci ha raccontato di come una volta stava tornando nella sua parrocchia dopo una riunione tra missionari della sua congregazione. Doveva fare ancora 1000 chilometri con il suo camion su una pista tutta scassata in mezzo alla prateria quando tra uno scossone e l’altro gli è comparsa una ragazzina che doveva tornare a casa. L’ha tirata su e gli ha chiesto dove doveva accompagnarla. Josephine, così si chiamava, gli ha detto che abitava con la nonna in un tale villaggio. Erano da poco ripartiti quando la ragazzina gli si è avvicinata fissandolo in volto e gli ha chiesto se amava più Dio o il diavolo e poi gli ha detto che si era dimenticata di prendere la posta nel villaggio dove era stata e che la nonna si sarebbe arrabbiata. Lui ha girato il camion e sono andati a prendere la posta. Quando finalmente l’ha riaccompagnata a casa, la ragazzina, con uno sguardo complice che solo chi ha vissuto un’avventura insieme conosce, lo ha salutato chiudendo la portiera del camion con queste parole: Hi Father, and now you go home!

Ieri dicevo a mia moglie della mancanza di voglia di tornare in classe ad insegnare per via della maleducazione, dell’ignoranza e della malaorganizzazione. Le dicevo anche che quello che più mi pesava era la separazione che per motivi di lavoro c’era tra me e lei. Lei a Roma ed io a Pescara. Mi ha risposto di immaginare che casa nostra non fosse di soli 60 metri quadri, ma che era lunga più di 200 chilometri: tanto dista la porta della stanza dove è lei da quella dove sono io. E che era una bellissima casa. Non ho potuto dire nulla. Era vero. Mi ha semplicemente ricordato di come la mia casa da tanti anni è la dura terra che separa l’Adriatico dal Tirreno. Una casa così pochi l’hanno o l’avranno mai. Mentre in questi giorni prendo confidenza con la mia nuova Kappa penso a come in sella a lei attraverserò quella porta e sarò proiettato ancora una volta nella Frontiera.

Album: Storie di Frontiera

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