Capitolo 3: Il Tuttologo

Immaginate che non vi ricordate come andò a finire ad Austerlitz in quel lontano 2 dicembre del 1805 o che nelle istruzioni del manuale per il montaggio dei fari supplementari della motocicletta compaia la parola posi-lock, cosa mai diavolo sarà? Col vostro smartphone accedete immediatamente a google e via, tutto risolto in un battibaleno. Mentre spiegavo questa cosa ai miei studenti uno più in gamba degli altri mi fa: scusi prof lei è vecchio, ma voi come facevate prima? Risposi che avevamo le biblioteche e i tuttologhi. Dall’espressione quanto mai perplessa capii che non sapeva di cosa stavo parlando.

Non è mia intenzione nelle righe che seguono spendere qualche parola a favore delle biblioteche, se non sapete cosa sono tanto peggio per voi.

La prima volta che incontrai brag in uno di quei raduni di motociclisti a cui avevo deciso di partecipare solo per distrarmi da alcuni eventi faticosi della mia vita non mi fece affatto una buona impressione. Dissi tra me e me, ecco il solito romano pieno di boria. Mai giudizio fu più degno figlio della gatta frettolosa.

Con gli anni non solo ho scoperto che brag è una persona dal cuore buono nascosto sotto un pelo spesso un palmo, una volta questi personaggi venivano chiamati scorbutici, ma è un autentico tuttologo, forse l’ultimo. Un Chingachgook di una stirpe oramai estinta.
Occhi cerulei (azzurri per gli smartphonisti) fisico non alto ma che nonostante gli anni conserva i tratti di quello che mi aspetterei se qualcuno mi dicesse lui è stato un terzo uomo. E si brag prima di essere silurato da quegli strani magheggi che l’economia virtuale di oggi solo può permettere è stato un terzo uomo. Il terzo membro dell’equipaggio di un jet di linea in cabina di pilotaggio. E’ diventato anche pilota amatoriale e appassionato ad ogni genere di motore anche motociclista in tarda età. Ahi no, motociclista no! Lui si offenderebbe immediatamente se dovessi dargli del motociclista. Diciamo che usa la moto come usa la macchina come ha usato l’aeroplano per partire dai vulcani laziali e andare in giro per tutto il mondo inseguendo la sua inestirpabile curiosità. La prima volta che lo conobbi aveva una BMW R1200GS con un vello di pecora rigorosamente Made in China sulla sella. Il mio tuttologo è un amante sfegatato delle chincaglierie cinesi, ma questo non toglie che qualsiasi argomento tiriate fuori lui non abbia ad aggiungere la sua.

Negli anni ho scoperto la passione di brag non solo per le cineserie ma per il boxer BMW, per la Lambretta per la Triumph TR6 e per tante altre cose che dallo stato di rottami nelle sue mani tornavano a vivere una seconda vita. Scendere nel suo antro un piano sottoterra, leggasi il suo garage, è fare un’esperienza unica. Non c’è sito o video o altra diavoleria moderna che regga il paragone. Nella attigua taverna seduto al suo pc progetta tracce per i suoi meravigliosi viaggi che vanno dal Nord Europa al deserto della penisola Araba all’antica Persia fino a Samarcanda.

Samarcanda. Ricordo quando ci raccontò della sua estenuante ricerca di parti per adattare Uot’s, la sua R100GS, al lungo viaggio verso la città simbolo della Via della Seta. Noi suoi amici ridemmo alla sua stravagante scelta. Che diamine vai a fare in un posto nel bel mezzo delle ex repubbbliche sovietiche? Non ha desistito e nonostante un incidente che ha funestato il suo viaggio è arrivato alla fine. Quando finalmente lo abbiamo incontrato ci ha solennemente detto: Samarcanda, una porcheria. Migliaia di chilometri in mezzo al nulla, allo sfascio lasciato dal dominio sovietico! Abbiamo riso a crepapelle.

Immancabili compagne dei suoi viaggi sono una spazzola con cui pettinare i 4 peli che il Buon Dio gli tiene ancora attaccati alla grande testa, gli piace fare bella figura, e la moka. Disposto a mangiare qualsiasi corbellerie la mente umana abbia mai partorito come cibo non è disposto a rinunciare ad un degno finale: na tazzurelle de cafè.

Alcuni anni fa cominciò a girare l’Italia alla ricerca della moto perfetta. Ne salto fuori che si comperò una Honda Goldwing. Ero sbalordito. Un autentico bisonte su due ruote che io facevo fatica a chiamare moto. Ma brag era convinto che quella fosse la moto definitiva. Qualche tempo dopo finì per battezzarla Cessa (non so ancora se perché era una schifezza o perché l’aveva munita di una toilette con tanto di carta igienica) e qualche tempo dopo ancora la sostituì con una più umana BMW R1200RT. Inutile dire quante risate vennero giù tra di noi suoi amici.

Brag è brag e nonostante si ostini a dire che lui non è un motociclista i suoi viaggi in giro per il mondo continuano. E la sua conoscenza cresce chilometro dopo chilometro. E’ una conoscenza antica fatta di occhi, orecchie, e naso che vedono, ascoltano ed odorano, di ganasce che hanno masticato di tutto e di mani che si sono sporcate di polvere tanto quanto di passione per ogni genere di cosa.

Brag è un tuttologo, una specie di monumento antico, che solo la Frontiera conosce ed ama.DSC_0657

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...